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Cessione del quinto e prestito personale. Compara i finanziamenti

Cessione del quinto e prestito personale. Compara i finanziamenti

17/Aprile/18
Cessione del quinto o prestito personale? Per un soggetto in cerca di un finanziamento non è facile orientarsi nella grande quantità di offerte disponibili sul mercato. Molto spesso chi chiede un prestito è poco informato sulle caratteristiche dei due prodotti di credito al consumo più diffusi in Italia: prestito personale e cessione del quinto. Il confronto dei TAEG è il primo parametro ad essere preso in considerazione, ma non può, da solo, determinare la scelta di un finanziamento piuttosto che un altro. I due prodotti finanziari hanno regole precise e caratteristiche diverse, entrambi rappresentano un modo per ottenere liquidità, con la restituzione del debito a rate e in un arco di tempo da concordare con l’istituto che eroga il credito. Andiamo a vedere le caratteristiche di entrambi i prodotti per operare una scelta più consapevole.

Cessione del quinto, le caratteristiche principali

La cessione del quinto è un finanziamento pensato per i lavoratori dipendenti. È stato introdotto nel 1950 ed inizialmente era erogabile ai soli lavoratori pubblici e statali. Con le successive modifiche è stato ampliato anche ai dipendenti privati e ai pensionati. Si divide dunque in cessione del quinto dello stipendio, accessibile ai lavoratori dipendenti (pubblici, statali, parastatali e privati) e cessione del quinto della pensione, accessibile ai pensionati. La peculiarità principale del finanziamento è che il rimborso della rata mensile viene effettuato tramite una trattenuta in busta paga (o nella pensione) operata dal datore di lavoro (o ente pensionistico) del cliente: l’importo trattenuto è versato a favore dell’Istituto di credito che ha erogato il prestito. Si chiama cessione del quinto in quanto la rata mensile non può mai eccedere un quinto dello stipendio netto percepito o della pensione. I tassi sono fissi e le rate costanti e il prestito non è finalizzato. È garantita per legge e la richiesta non può essere rigettata dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico.

Prestito personale, le caratteristiche principali

Il prestito personale è un finanziamento non finalizzato e ha tassi fissi e costanti. Il cliente e l’istituto di credito sono gli unici attori del prestito, non è il datore di lavoro a versare la rata d’ammortamento all’istituto di credito, ma è il cliente stesso a farlo. Il prestito personale non prevede un bene messo a garanzia per l’istituto finanziatore, ma è per sua natura più rischioso per l’istituto di credito che ha erogato il prestito in quanto non c’è una fonte di reddito certa e continuativa che copre il rischio di insolvenza del finanziamento. Per questo motivo l’istituto chiede spesso la firma di un coobbligato o di un fideiussore oppure strumenti di cambializzazione del credito o ancora la sottoscrizione di una costosa polizza assicurativa che copra i rischi di premorienza e perdita del lavoro, non obbligatoria.

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Il confronto tra i due prodotti

Cessione del quinto e prestito personale sono due prodotti finanziari diversi. Queste le principali differenze e i punti in comune:
  • Rata e tasso d’interesse sono fissi e costanti ed entrambi non richiedono garanzie o ipoteche.
  • La cessione del quinto è a firma singola: non c’è bisogno di coobbligati o fideiussori, come ad esempio il coniuge, per ottenere il prestito.
  • La cessione del quinto è meno rischiosa sia per il cliente che per l’istituto di credito: il cliente non ha possibilità di dimenticare o ritardare il pagamento di una rata, poiché è il datore di lavoro ad effettuare la trattenuta e a versarla all’istituto di credito.
    Nel prestito personale il mancato pagamento di una rata da parte del cliente è un elemento molto rischioso in quanto gli istituti di credito possono elevare l’importo degli interessi e applicare una mora, segnalare il nominativo del cattivo pagatore alla Centrale Rischi Finanziari (Crif) con eventuali difficoltà future di accesso a nuovo credito. L’istituto di credito ha anche il diritto di risolvere il contratto unilateralmente.
  • I tempi di erogazione del prestito personale variano in base ad alcuni fattori. Le banche e gli istituti finanziari valutano il merito creditizio del consumatore, la somma richiesta dallo stesso e in base a queste variabili viene valutato il rischio di insolvenza. Possono incidere sull’erogazione finale anche la policy aziendale dell’istituto di credito e le procedure interne. Per la cessione del quinto i tempi di erogazione sono variabili, a seconda che il richiedente sia un dipendente statale, pubblico, parastatale o privato: in genere i rischi di insolvenza sono più bassi, ma va valutata prima la situazione del cliente: per i richiedenti privati i tempi possono essere leggermente più lunghi.
  • Con la cessione del quinto è possibile ottenere prestiti fino a 80.000 euro. Di solito per il prestito personale la cifra massima erogabile si aggira intorno ai 30.000 euro.
  • La cessione del quinto può essere richiesta anche oltre i 75 anni di età.
  • Per la cessione del quinto è obbligatorio sottoscrivere una polizza assicurativa che prevede la copertura dei rischi vita e impiego, con il forte vantaggio che nei casi di insolvibilità da parte del cliente scomparso prematuramente, l’istituto erogante non ha diritto di rivalsa sugli eredi.
  • La durata del finanziamento varia in base alle esigenze di restituzione del richiedente. Per il periodo che va dai 60 ai 120 mesi la cessione del quinto è più conveniente rispetto al prestito personale.
  • Chi ha altri prestiti in corso o trattenute in busta paga può ottenere una cessione del quinto purchè l’importo totale del debito non superi il 50% dello stipendio netto.
  • La richiesta di Cessione del Quinto non può essere rigettata dal datore di lavoro poiché garantita da legge.
  • Al prodotto di cessione del quinto è possibile affiancare la delegazione di pagamento, detta anche doppio quinto: con la delegazione è possibile ottenere un prestito maggiore di un altro 20% dello stipendio o pensione, fino ad impegnare un massimo del 40% degli stessi.

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